Nell’ambito del caso Ranucci e dell’attentato subito, la figura di Valter Lavitola è ancora protagonista e vittima di un’aggressione.
Dopo aver fatto il punto sul proprio futuro, magari anche in politica, Sigfrido Ranucci è ancora, in un certo senso, protagonista. Il giornalista, vittima nei mesi scorsi di un attentato, è sotto la lente di ingrandimento nell’ambito delle indagini che riguardano Valter Lavitola, finito in carcere in quanto ritenuto il mandante delle azioni ai danni appunto di Ranucci. Proprio Lavitola, adesso, si è trovato a vivere un episodio di violenza in carcere. Da quanto si apprende è stato aggredito e picchiato.

Caso Ranucci: Lavitola aggredito in carcere
Valter Lavitola sarebbe stato aggredito all’interno del carcere romano di Rebibbia, dove si trova detenuto dal 10 agosto. Il faccendiere, accusato di essere il mandante dell’attentato contro il giornalista Sigfrido Ranucci, avrebbe subito l’aggressione nel pomeriggio di martedì 1° settembre. Dopo l’episodio è stato sottoposto alle cure del personale sanitario, ma, secondo quanto riferito, non avrebbe riportato conseguenze gravi.
A riportare la notizia è Il Messaggero, che cita fonti della polizia penitenziaria. La vicenda si inserisce in un contesto particolarmente delicato, considerando che nello stesso istituto penitenziario sono detenuti anche i tre uomini indicati dagli investigatori come presunti esecutori dell’attentato.
Le indagini sull’attentato vanno avanti
Si tratta di Pellegrino D’Avino, Antonio Passariello e Saverio Mutone, arrestati il 30 giugno e ritenuti legati alla microcriminalità della provincia di Avellino. Secondo la ricostruzione degli investigatori, i tre sarebbero stati coinvolti nell’azione dopo essere stati ingaggiati da Clesio Gomez Tavares, indicato come braccio destro dell’ex editore.
L’ipotesi investigativa è che D’Avino, Passariello e Mutone abbiano materialmente collocato l’ordigno davanti all’abitazione di Ranucci. Un elemento emerso successivamente avrebbe riguardato alcune conversazioni avvenute in carcere.
Dopo la perquisizione effettuata nei confronti di Lavitola, infatti, i tre detenuti sarebbero stati intercettati mentre manifestavano, secondo quanto riferito da Il Messaggero, intenzioni di vendetta.
L’aggressione subita da Lavitola arriva dunque mentre l’inchiesta sull’attentato a Ranucci resta al centro dell’attenzione. Al momento, le informazioni disponibili sull’episodio avvenuto a Rebibbia riferiscono di una persona medicata e senza gravi conseguenze fisiche.